Giuseppe O. Longo: ‘A portata di futuro. Narrazioni e scenari possibili di vita aziendale’. 7 marzo ore 17–19.30. Istituto Piero Pirelli, Viale Fulvio Testi 223 (metro Bicocca)


Siamo giunti al sesto incontro del ciclo Ateneo Este. Martedì 7 marzo 2017, lezione di Giuseppe O, Longo: A portata di futuro. Narrazioni e scenari possibili di vita aziendale.

La tecnologia, figlia di Prometeo, eredita dal suo creatore – artefice sommo e abile truffatore – una natura doppia: ci offre grandi opportunità ma nasconde insidie pericolose. Liberazione e schiavitù.
Un computer ciborganico la cui parte biologica è un essere umano. Macchine dolenti tanto intelligenti da capire di non esserlo abbastanza. Una Creatura Planetaria summa di tutte le intelligenze naturali e artificiali che prepara un Algoritmo Definitivo per la conquista del mondo. Un post-uomo che si domanda come si faccia a piangere. Un prevalere assoluto degli aspetti razionalcomputanti della cognizione e un accantonamento dell’arte e della poesia. L’ipotesi inaudita che l’Universo sia un grande computer…
Rischi, ma insieme fulgide opportunità di un futuro già a portata di mano.

Per partecipare potete rivolgervi a me, oppure a Andrea Negroni, andrea.negroni@este.it.

Le precedenti lezioni sono state tenute da Mauro Magatti, da Alessandra Smerilli, Francesco Varanini, Gian Luca Bocchi, Giulio Sapelli. Seguiranno le lezioni di Marco Lisi, Roberto Masiero. Qui, sul sito Este, trovate l’argomento delle lezioni.

Di seguito la spiegazione del senso del progetto.
Credo che chi è manager in questi tempi non facili abbia bisogno innanzitutto di questo: un attimo di respiro, un’occasione per alzare la testa e pensare con libertà, con ampiezza. Servono per questo stimoli originali ed inconsueti. Serve un clima favorevole. Ma serve anche aver riservato per questo uno spazio in agenda. Serve un ambiente di apprendimento, pensato apposta per i manager.
Il martello di Efesto tocca la testa di Zeus. I lampi squassano il cielo. In una densa nuvola appare Atena. Atena disperde le nuvole e riporta il sereno. Atena dai biondi capelli. Atena glaukopis: capace di vedere, come la civetta, nel buio della notte; ma anche splendente, lucente come il mare.

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Atena manifesta presto le sue eccezionali doti di guerriera e allo stesso tempo di donna saggia e sapiente. Presto è riconosciuta come dea della ragione, della arti, della letteratura, della filosofia, del commercio e dell’industria. Di tutti i campi delle scienze. Oggi potremmo dire: dea della conoscenza.
Atena è anche maestra dell’arte della tessitura. Possiamo quindi dire: la conoscenza è un tessuto, una rete, frutto di contributi sempre nuovi, e della capacità di connetterli l’uno all’altro.
La capitale dell’Attica, Atene, prende nome dalla dea. Per i romani è Minerva. A Roma l’Athenaeum, Tempio di Minerva, finisce per essere il luogo dove retori e poeti recitano i loro componimenti. L’imperatore Adriano pone il nome Athenaeum all’Istituto da lui fondato nel 135 dopo Cristo, dove maestri insegnavano Lettere, Filosofia e Giurisprudenza.
Conosciamo oggi Ateneo come sinonimo di Università. Ma stiamo vivendo un momento storico nel quale appare necessario interrogarci a proposito di come l’Università, così come ogni scuola di ordine e grado, così come ogni istituzione dedita alla formazione e all’educazione è in grado di rispondere alle esigenze emergenti. La presenza del World Wide Web, la necessità di ‘imparare a cambiare’, in un contesto di incertezza e di continuo cambiamento, impongono un ripensamento.
Ci appare vivo il bisogno di occasioni nelle quali manager di aziende diverse, e di diversa storia personale e specializzazione, possano trovarsi insieme. Per conversare, dialogare, apprendere da voci autorevoli. In modo da trovare supporto al difficile lavoro che siamo chiamati a svolgere. Difficile lavoro che potremmo riassumere così: ‘vedere come la civetta nel buio della notte’.
Lo ‘spazio di apprendimento’ che proponiamo è una prosecuzione e un ampliamento del servizio offerto dalla rivista che dirigo, Persone & Conoscenze, e dalle altre riviste edite da Este, Sviluppo & Organizzazione, Sistemi & Impresa, e dagli incontri e convegni che Este già offre. In particolare: il Convivio e Risorse Umane & non Umane.
L’Ateneo Este è luogo nel quale si tesse la tela della conoscenza.
L’Ateneo Este è luogo di incontro, un ambito nel quale si offre ai manager italiani la possibilità di aprire la propria mente e di allargare lo sguardo, oltre i confini di ciò che si definisce in senso stretto ‘management’, oltre i confini canonici del sapere trasmesso dalle Business School, oltre i confini degli incontri formativi destinati a migliorare una specifica competenza.
Una occasione per ridar valore alle radici umanistiche. Per portare nel nostro campo d’azione riflessioni che originano in ambiti scientifici e tecnologici. Per ripensare all’etica. Per mantener viva una vasta attenzione al mondo, guardando oltre i pur necessari indicatori finanziari e di breve periodo, oltre gli obiettivi e gli impegni immediati.
Un momento comparabile agli istanti che viviamo quando ci concediamo il tempo per leggere un bel libro – che, senza forzarci, ci spinge a pensare. Qui, in questi incontri, si gode in più della presenza dell’autore del libro; e si gode la presenza di altri manager, colleghi che vivono gli stessi problemi e la stessa solitudine. C’è il tempo per porsi domande, fare domande, conversare insieme.
I docenti proposti dall’Ateneo Este sono studiosi, professionisti, esperti di diverse discipline, in ogni caso portatori di una propria originale visione.
Il quadro complessivo delle proposte è pensato in modo tale da aggiungere senso ad ognuno dei consolidati ambiti nei quali si segmenta il management. Dietro ogni approccio al management, alla Direzione del Personale, alla finanza e al controllo, sta la riflessione di un filosofo, di un poeta, di un pensatore. Dietro le politiche retributive sta una generale riflessione sull’equità. L’internazionalizzazione non può prescindere dalla geopolitica. La comunicazione si fonda sull’antica arte della retorica. La creatività può essere intesa alla luce dell’inventiva dei grandi romanzieri. Gli sviluppi dell’Informatica ci impongono di guardare alle conseguenze implicite nell’avvento dell’Intelligenza Artificiale.
Ci rivolgiamo ai manager. Ma in primo luogo ai manager che stanno ai vertici delle Direzioni del Personale. Questo perché riteniamo che competa innanzitutto al Direttore del Personale lavorare sulla ‘cultura del manager’. Solo se il Direttore del Personale lavora su di sé, coltivando la propria curiosità e la propria apertura, potrà proporre questo stesso percorso agli altri manager.