Forme della cultura e della didattica nell’era digitale. Convegno a Bergamo mercoledì 14 maggio 2014


La scuola, in quanto istituzione fondata su programmi obbligatori e vincolanti, trova una diretta corrispondenza simbolica nel libro, oggetto chiuso, che impone una lettura sequenziale, e nella biblioteca, sistema di conoscenze  codificate, contenute in una forma sistematica e gerarchica. Tutto questo appare osoleto di fronte all’accesso alla conoscenza che ci è proposto dalla codifica digitale e dal World Wide Web. Alla scuola elementare si insegna a leggere e a scrivere su carta, e la scrittura e la lettura su carta, sia nella versione manoscritta che stampata, restano la fonte di riferimento per ogni scuola di ordine e grado, Università compresa.

I timidi avvicinamenti alle ‘nuove tecnologie’ restano ai margini dei programmi. Manca una consapevole seria strategia di avvicinamento a quel nuovo mondo che possiamo chiamare ‘cultura digitale’. Eppure, nella vita quotidiana, al di fuori dalla scuola, la scrittura su carta va scomparendo, ed il tempo dedicato alla lettura su supporti cartacei si è drasticamente ridotto.

Temi che mi stanno a cuore, oggetto di testi che sto scrivendo e del blog Dieci chili di perle.

‘In classe e nella rete: le nuove prospettive dell’apprendere e del fare cultura': questo il titolo propostomi dall’amico Luigi Cepparrone per il mio intervento nel Convegno che si tiene a Bergamo il 14 maggio, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Università degli Studi di Bergamo, dall’ISIS Natta e dall’Associazione Professionale ProteoFareSapere.

Qui trovate la locandina. Convegno Cultura didattica nell’era digitale