Seminario sull’analogia, 25 settembre 2014, ore 18-20, presso la Casa di Vetro


Questa è una pigna.
Quando gli spagnoli giungono nel Nuovo Mondo vedono un frutto a cui non sanno dare nome. Pigna è il nome meno in proprio che viene loro in mente. Questa è una analogia.

Giocare con le analogie è andare a pesca di nuovo senso.

Senza analogie, non c’è apprendimento.

Il gioco delle analogie è una importante leva sempre attiva nel processo di costruzione della conoscenza.

Ana-: relazione di prossimità spazio temporale. Analogo: ‘che sta in relazione’. Analogia: ‘relazione di somiglianza’.

Di fronte a ciò che ci è ignoto, a ciò che per noi è nuovo, disponiamo pur sempre della possibilità di illuminare il cammino verso la conoscenza facendo ricorso alla somiglianza/dissomiglianza tra ciò che è ignoto e nuovo, e ciò che già conosciamo.

Non possiamo credere che esistano modelli di lettura del mondo già dati, validi in ogni situazione e in ogni luogo, ai quali afferrarci. Si apprende imparando a leggere quello che si ha sotto gli occhi. Questa lettura di qualcosa, diventa ‘modello’ applicabile ad altro.

Il meraviglioso meccanismo dell’analogia può essere ben presentato guardando a tre ambiti di esperienza. Il viaggio: viaggiare è leggere un nuovo mondo alla luce del mondo che conosciamo, e viceversa. Le lingue: le differenze semantiche tra  lingue diverse ci permettono di cogliere senso destinato a restarci altrimenti ignoto. Le professioni: ogni professione è illuminata di nuova luce dal confronto con professioni diverse.

A proposito dell’analogia, ho scritto un ampio testo, insieme a Gianluca Bocchi: La macchina analogica. Una  versione del testo appare qui. Un’altra versione appare nel nostro libro Le vie della formazione, Guerini, 2013.
Riporto qui un brando tratto dalla conclusione:
“E’ vano cercare di misurare i veri, profondi effetti della formazione. E’ impossibile descrivere a parole il cambiamento soggettivo che corrisponde un percorso di conoscenza. E’ impossibile, se non attraverso analogie. L’analogia: sentirsi come un cuoco che prova ad unire nuovi ingredienti immaginando i nuovi sapori che nasceranno da questa fusione. Sentirsi per un istante come un musicista che interpretando una corale di Bach rivive nella pensiero ognuna delle microstorie che la corale riecheggia. Sentirsi come un allenatore che costruisce la formazione della squadra immaginando il mondo come sarà la prossima domenica, in quello stadio. Sentirsi come un ciclista che cerca il risultato oltre la soglia della fatica, una fatica che sembra impossibile sopportare.”

Presso la Casa di Vetro, via Sanfelice 3, Milano, riprendo e proseguo con questo Seminario -come al solito gratuito- il ciclo di incontri del ciclo Condividere conoscenze, costruire conoscenza.

Aggiungo, in data 25 settembre, gli appunti che mi sono preparato in vista del Seminario. Il Seminario è oralità, non leggerò, ma credo che seguirò almeno nelle linee generali questa traccia.

 

Analogia

Appunti per il seminario 25 settembre 2014

19 marzo 2013 Seminario sull’abduzione: questo è il seguito

 

Abduzione – Mostro

L’abduzione è scommessa interpretativa

è ribellione alla deduzione, al modello dei dati, al Sistema Naturae di Linneo

Linneo arriva a dover inserire nel suo modello la categoria mostro

Mostro monstrum è segno, prodigio (meraviglia di fronte all’ignoto), monito, radice men-: mente, pensare

Monstrum: Lucifero, la stella del mattino, che Vespero, la stella della sera, Venere: già per Pitagora

Leibnitz Frege

Monstrum: abitante di altro mondo, di un altro colore, di un’altra razza

Monstrum: animale, pianta, frutto che ci è sconosciuto

Cosa dire di un monstrum, oggetto proveniente da un altro mondo, di cui non capiamo in senso?

Possiamo conservare le cose mostruose in una Wunderkammer (camera delle meraviglie o gabinetto delle curiosità), ma questo non può bastarci

Come interpretare il monstrum, segno che parla di qualcosa che non si conosce?

 

Cosa è l’analogia

L’analogia è dar nome al mostro

analogia come modo di dare nome alle cose di cui non conosciamo il nome

analogia come modo di accorpare le cose sotto un nome

Giocare con le analogie è andare a pesca di nuovo senso.

Senza analogie, non c’è apprendimento.

 

Il gioco delle analogie è una importante leva sempre attiva nel processo di costruzione della conoscenza.

Ana-: relazione di prossimità spazio temporale.

Logos: parola, pensiero, ragione

Analogo: ‘che sta in relazione’; qualcosa di vicino, di contiguo. Analogia: ‘relazione di somiglianza’.

 

Cosa sono i modelli e perché i modelli non bastano

proprio idiotés

ogni cosa è una cosa diversa da ogni altra cosa, ogni cosa può avere solo il nome di quella cosa (di se stessa)

Modo: peso, misura

Non possiamo credere che esistano modelli di lettura del mondo già dati, validi in ogni situazione e in ogni luogo, ai quali afferrarci. Si apprende imparando a leggere quello che si ha sotto gli occhi. Questa lettura di qualcosa, diventa ‘modello’ applicabile ad altro

Di fronte a ciò che ci è ignoto, a ciò che per noi è nuovo, disponiamo pur sempre della possibilità di illuminare il cammino verso la conoscenza facendo ricorso alla somiglianza/dissomiglianza tra ciò che è ignoto e nuovo, e ciò che già conosciamo.

 

L’analogia come modello imperfetto

L’analogia è il modo per evitare di cadere nel relativismo

Alias: ‘altrimenti detto’: primo passaggio

Osservazione e individuazione delle somiglianze: secondo passaggio

Di fronte a ciò che ci è ignoto, a ciò che per noi è nuovo, disponiamo pur sempre della possibilità di illuminare il cammino verso la conoscenza facendo ricorso alla somiglianza/dissomiglianza tra ciò che è ignoto e nuovo, e ciò che già conosciamo.

 

L’analogia come modello imperfetto

Quando non possiamo più credere che esistano modelli già dati ai quali afferrarci, ai quali fare riferimento, non ci resta che l’analogia

Quando i modelli mostrano i limiti, e le caselle predisposte dal modello ci appaiono inadatte agli oggetti che sono destinate a contenere, non ci resta che l’analogia

– quello che riusciamo comunemente a dire lo diciamo basandoci su modelli, schemi, rappresentazioni, paradigmi

– quello che la nostra mente vorrebbe dire avrebbe bisogno di parole sempre nuove

– quello che di nuovo possiamo dire lo diciamo in virtù di analogie

relazione di prossimità spazio temporale

parola, pensiero, ragione

 

Viaggio, lingua, professione

Il meraviglioso meccanismo dell’analogia può essere ben presentato guardando a tre ambiti di esperienza.

Viaggio

– viaggio: viaggiare è leggere un nuovo mondo alla luce del mondo che conosciamo, e viceversa.

diversità

confini limite termine

distinguere dis pungere

contiguo toccare

confini punteggiati

differenza

culto del cargo

foto boliviane

Lingua

– lingua: le differenze semantiche tra lingue diverse ci permettono di cogliere senso destinato a restarci altrimenti ignoto

Indio indiano

Ananasso – Piña

pluma penna

carta papiro

papel papier paper

lettera tavoletta

tinta (bagnare) inchiostro (eucausto riscaldare)

cremagliera nella vagina, greco kremastér ‘colui che tiene sospeso’, latino, francese cremaillère ‘catena del camino’, cierre de cremallera

dieci chili di perle

fallimento di Nebrija

metafore Czwarniawska

Professioni

– professioni: ognuno sa leggere il mondo perché conosce una professione

si legge il mondo attraverso il proprio sistema di competenze

Torre di Babele secondo Dante

viviamo chiusi nei nostri confini, ma se accettiamo la differenza

se riusciamo a narrarci reciprocamente

ogni professione è illuminata di nuova luce dal confronto con professioni diverse.

sentirsi come un cuoco che prova ad unire nuovi ingredienti immaginando i nuovi sapori che nasceranno da questa fusione. Sentirsi per un istante come un musicista che interpretando una corale di Bach rivive nella pensiero ognuna delle microstorie che la corale riecheggia. Sentirsi come un allenatore che costruisce la formazione della squadra immaginando il mondo come sarà la prossima domenica, in quello stadio. Sentirsi come un ciclista che cerca il risultato oltre la soglia della fatica, una fatica che sembra impossibile sopportare