Juan Emar oltre la soglia del romanzo. Prosegue il viaggio nella letteratura ispanoamericana


Non credo manchi più molto tempo al completamento di una serie di saggi, che pubblicherò come ideale continuazione del mio Viaggio letterario in America Latina.
Uno degli ultimi saggi completati riguarda l’eccentrico Juan Emar, non solo scrittore ma artista multimediale.
Ne ho parlato a voce nel novembre scorso.
Un estratto del mio saggio si trova pubblicato qui.
In questo caso, il trattarsi della prosecuzione di un viaggio da lungo tempo intrapreso, è particolarmente evidente.

Nell’autunno del 2002, in quanto autore del Viaje literario por América Latina, sono stato ospite della Fiera del Libro di Santiago del Cile, insieme a Fernando Savater, Alain Touraine, Lucía Pimentel, Juan Pablo Feinmann.
In quella occasione, in separata sede, Jorge Edwards (che è anche uno dei protagonisti del mio Viaggio) e Cristián Warnken Lihn mi dissero che, visto quello che avevo scritto, avrei dovuto senz’altro leggere un misconosciuto scrittore cileno, Juan Emar.
Per dodici anni, fino a questo momento, mi sono sentito in debito.