Francesco Varanini, ‘Perché posso dirmi formatore’, prefazione di Luigi Maria Sicca, Collana PuntoOrg, Editoriale Scientifica, luglio 2021


 

Il libro può essere acquistato qui, presso l’editore, oppure qui.

L’essere formatori nasce dall’esperienza e dalla riflessione sull’esperienza. O più semplicemente: nasce dall’autobiografia.
Non può bastare rifarsi alla lezione di Zygmunt Baumann o di Edgar Morin o all’autorità di Papa Francesco. Non può bastarci seguire un carismatico eroe e nemmeno tornare ad un mitico passato.
Meglio concepire la formazione come sguardo gettato senza remore su quei terreni che ci appaiono oscuri, e fonte di paura. La formazione consiste nel lavoro su di sé che ogni cittadino del mondo è chiamato a compiere, e nella costruzione sociale di conoscenza. La formazione consiste nell’andare oltre l’ignoranza; innanzitutto la propria. Il timore del nuovo si supera sperimentando e studiando.

Credo sia questa la chiave del libro che pubblico ora. Libro che non a caso può essere inteso come un commento alla poesia che colloco all’inizio. Versi che ripercorrono la mia storia personale, che ho scritto e riscritto in più occasioni. Una versione si trova qui; un’altra qui.

Spero che la mia personale riflessione sull’esercizio della professione di formatore -professione così carica di responsabilità- costituisca un invito a ripensare questo ruolo sociale. In un momento in cui le nuove tecnologie impongono una sua riconfigurazione. Ma anche in un momento in cui la situazione sociale e politica e strategie aziendali tendono a svilirlo.

Più in generale, spero sia vero quello che  scrive nella Prefazione Luigi Maria Sicca, al quale si deve il progetto PuntoOrg, e quindi anche la collana nella quale il libro esce:

“La questione della formazione così come proposta da Varanini, insomma, attraversa chiunque sia chiamato a responsabilità decisionali. E quel chiunque (riportato al manageriale e associato a formazione) indica con chiarezza che la persona cui è dato in sorte “to manage” non è solo il manager inteso in senso tradizionale, come persona che svolge una carriera di gestione in questa o quella azienda, ma ciascuno di noi che – a diverso titolo – si ritrova a che fare con processi di decision making“.

Le alette e la quarta di copertina del libro:

 

La scheda che parla del libro sul sito PuntoOrg.