Francesco Varanini

Cosa resta di umano. Nell’era dell’AI. Incontro in presenza aperto a tutti. Sabato 10 ottobre 2026 ore 17.30. Biblioteca Chiesa Rossa, via San Domenico Savio, 3, Milano.

COSA RESTA DI UMANO
NELL’ERA DELL’AI

Tecnologia, conoscenza e responsabilità nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Stefania Borghetti, Psichiatra
Giorgio Costantini, Tecnologo
Francesco Varanini, Etnografo

Sabato 10 ottobre 2026 ore 17.30
Biblioteca Chiesa Rossa. Via San Domenico Savio, 3, Milano
(Metro Abbiategrasso Linea 2 Verde)
Ingresso libero

 

Sono molto importanti oggi gli incontri in presenza. Perché ormai sono rari. E perché, se si deve parlare di ‘macchine digitali’, è importante parlarne senza dover usare queste stesse macchine digitali per simulare il nostro stare insieme.

Ed è molto bello incontrarsi in una Biblioteca, in particolare in questa Biblioteca che è un che un luogo esemplare di vita civica, di incontro di cittadinanza attiva. Del resto il luogo è facilmente raggiungibile in metrò.

Per quanto riguarda l’argomento, il titolo e ancor più il sottotitolo parlano chiaro. Così come parlano chiaro i differenti sguardi dei relatori.

Dal mio punto di vista direi che la domanda implicita nel titolo: ‘cosa resta di umano?’ è retorica. Resta tutto.

Ritengo particolarmente significativo il primo intervento. Oggi, siccome esistono queste macchine, si tende a parlare di chi siamo noi esseri umani, di come viviamo, pensiamo ed agiamo, a partire da un confronto con la macchina. E’ un atteggiamento sbagliato, autolesionistico, deprivante.
Cerchiamo di conoscere noi stessi. Se conosciamo noi stessi, sapremo certo anche adoperare qualsiasi tipo di macchina, sapremo conoscerla per quello serve.

Per quel che mi riguarda, quello che dirò lo saprò solo nel momento in cui lo dirò, condividendo con i presenti gli sguardi e il desiderio di sapere, di condividere conoscenza. Ma ora, mentre scrivo questa pagina sul mio sito, mi viene in mente un articolo che ho scritto qualche mese fa: Computer Science come meccanismo di difesa, dove tento di osservare alla luce delle scienze umani, in particolare della psicologia, il significato di queste macchine, e di capire il perché computer scientist e tecnologi le hanno progettate e costruite ed imposte ad ogni essere umano.

Grazie a Giorgio Costantini per l’invito e per l’organizzazione.

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