Chi di fronte alle innovazioni che vanno sotto il nome di ‘intelligenza artificiale’ mostra cautela, chi ritiene saggio soffermarsi a riflettere, è -con facile gioco intimidatorio- tacciato di essere vittima della paura del nuovo, ingiustificatamente timoroso di fronte a ciò che è sconosciuto ed estraneo alle consolidate abitudini.
E’ una accusa tanto frequente quanto facile da rovesciare. Mossi dalla paura non sono coloro che scelgono la cautela, ma coloro che di buon grado scelgono di affidarsi alle nuove tecnologie. Perché in un presente incerto, di fronte ad un futuro complesso e fosco, è comodo credere al potere salvifico della macchina.
In effetti, una tecnologia potentissima e di per sé capace di risolvere autonomamente problemi, come appare essere l’intelligenza artificiale, sembra fatta apposta per rispondere a questo profondo bisogno esistenziale: liberarci dal pericolo. La tecnologia ci garantirà un mondo migliore, l’innovazione stessa risolverà i problemi che potrebbe eventualmente causare.
Francesco Varanini