Realtà Aumentata come distruzione sociale. Articolo apparso su ‘Agenda Digitale’, 26 ottobre 2021


Ho scritto un articolo apparso su Agenda Digitale il 26 ottobre 2021. Potete leggere l’articolo qui. E qui su questo stesso mio sito.

All’inizio dell’estate 2021 Mark Zuckerberg lancia il progetto del Metaverse. Se si è stufi di Facebook, se considerate troppo povera l’interazione offerta dalle piattaforme di videoteleconferenza, ecco la nuova terra promessa: un mondo virtuale, una realtà aumentata dove sarà possibile “sperimentare un senso di presenza [sense of presence] molto più forte” di quello offerto da social network e piattaforme. Un mondo “più naturale”, “più comodo [comfortable]”, dove “le interazioni sembreranno reali [they’ll feel real]”.

Da questa notizia di cronaca prendo spunto per una riflessione a proposito della costruzione sociale della realtà. Può sembrare un tema astratto, lontano dal presente e da ciò che può interessare ai manager ed  ai tecnologi. Ma se leggete le frasi che seguono, estratte dall’articolo, vi accorgerete invece che l’argomento tocca da vicino ognuno di noi. Il rischio di trovarsi a vivere nella ‘realtà’ progettata nei Facebook Reality Labs non è poi così lontano.

“Dovremmo riflettere sull’accondiscendenza con cui accogliamo tutto ciò che viene presentato come innovazione. La soluzione di ogni problema è affidata alla tecnologia. Di fronte ai difetti o ai pericoli impliciti in una una tecnologia, l’unico rimedio sembra consistere nel passare ad una più potente.”

“Ho perso il conto delle volte in cui, in questi anni, ho sentito tecnici informatici, User Experience Designer, strateghi del passaggio al digitale, giustificare le loro scelte progettuali con i ‘bias cognitivi’ degli esseri umani. Molto più raro il loro appello alla capacità di giudizio e alla saggezza che ogni essere umano possiede.”

“Possiamo certo nutrire dubbi sulla capacità di molti esseri umani di prendere decisioni. Ma di fronte a questi dubbi, cosa si fa? La via più breve è quella del nudge, la spinta gentile, esercitata tramite gli strumenti digitali che ogni essere umano ha in mano. Il che equivale a dire che per via digitale si spingono cittadini e lavoratori a prendere le decisioni che l’élite ritiene più convenienti.”

“Al senso di presenza creato via software che Zuckerberg ci propone, possiamo contrapporre la consapevolezza del nostro essere umani, l’autocoscienza, l’esperienza di sé narrata lungo l’arco di millenni dall’arte e dalla letteratura, dalla filosofia e dalle scienze umane, e presente nelle relazioni sociali, quando ci incontriamo faccia a faccia, veramente presenti con i nostri corpi e le nostre anime.”