Il complesso concetto di ‘innovazione’ e il ‘Futuro delle Risorse Umane’. Capitolo di Francesco Varanini nel libro a cura di Paola Frison e Luigi Spadarotto


Ho scritto il capitolo iniziale del libro Il futuro delle Risorse Umane. Come innovarne la gestione generando innovazione, a cura di Paola Frison e Luigi Spadarotto, Guerini Next, 2o21. Con prefazione di Raoul Nacamulli e contributi di Franco Amicucci, Luca Barbieri, Gianfranco Goeta, Bruno Gallantina, Mariano Intini, Christian Pedergnana, Paolo Petruccioli, Luigi Spadarotto, Umberto Totti, David Trickey, Paolo Umidon, Francesco Varanini.

Ho dato titolo al mi capitolo: Il complesso concetto di innovazione. Nel libro il testo appare con il titolo: Cenni al concetto composito di innovazione.

Riporto qui l’incipit:

Innovazione. La parola è usata fin troppo spesso; ed anzi è usata in inglese. Innovation: “Anything that is new, useful, and surprising”. “A great idea, executed brilliantly, and communicated…”.”Turning an idea into a solution that adds value”. Valore per chi?
L’innovazione, in realtà, più che rispondere a domande, ne apre sempre di nuove.
Il concetto stesso, parlando di qualcosa che non c’é, non può che essere sfuggente. Viene anche da pensare che non solo sia difficile, ma forse anche non conveniente, tentare di definire, inquadrare, controllare l’innovazione.
E del resto non sembrano ci appaiono poco rassicuranti, non adatte a condurci su terreni nuovi, figure professionali dai nomi fantasiosi, ma vaghi: Chief Innovation Evangelist, Angels for Innovation, Innovation Manager, Senior Innovation Consultant… Osservazioni analoghe si possono fare a proposito del più stretto ambito delle Risorse Umane. Sentiamo parlare di HR Innovation, intesa come vital source of competitive advantage. Osserviamo la presenza di figure chiamate HR Innovation Manager. Sentiamo affermare che Innovation is a Strategic HR Imperative.
In realtà potremmo sostenere che da sempre la Direzione del Personale, o Direzione Risorse Umane, si occupa di innovazione: il ruolo dell’HR manager consiste, essenzialmente, nel sostenere ogni persona nel proprio rinnovarsi e e nell’innovare.
Non a caso il sottotitolo di questo libro sottolinea una circolarità, un doppio legame. Parliamo di innovazione intendendo il come innovare la gestione delle Risorse Umane; ma parliamo anche di come il compito della Direzione delle Risorse Umane consista nel generare innovazione.

E la parte finale:

La remota origine del nuovo
La parola nuovo e la parola nave non ci suonano simili per caso. Discendono da una unica origine Il sanscrito nāva sta sua per ‘fresco’, ‘recente’, ‘nuovo’; il sanscrito nova sta per ‘barca’, ‘vascello’, ‘nave’. E così in greco néos: ‘nuovo’, ‘recente’; e nãus, ‘nave’. E in latino novus, ”nuovo’; e navis, ‘nave’.
Qualcosa che si stacca e si muove nell’acqua: è la nave. Qualcosa che proviene dalle acque: un pesce: ci appare fresco, recente, apparso da poco, insomma nuovo.
Possiamo anche ricordare che quando ragionando sui fenomeni complessi parliamo di emergenza, riusiamo il verbo latino emegere, che prima di assumere il senso figurato di ‘mostrarsi’, ‘apparire’, sta per ‘venir su, venir fuori dall’acqua’.
Possiamo ancora ricordare come il nuovo sia fonte di turbamento ed anche di fastidio. Qualcosa che all’inizio non capiamo, come un suono che preferiremmo non sentire. L’inglese noise, ‘rumore’, intatti, deriva dal latino nausea, che è il greco nausía, il cui senso è: ‘mal di mare’. Ma in greco, più che in latino, la parola mantiene anche il significato di vomito, sbocco di sangue: sempre una ‘acqua’ che emerge.
Siamo così trasportatati in un mondo ancestrale, quando l’uomo dava nome alle cose del mondo: la radice indeuropea? ci parla dell’Oceano scuro, così come la radice ka ci parla del Cielo stellato.

Guardare la Sfinge
Un primo verbo formato con ex che ci conviene qui prendere in considerazione è ex venire, evenire: venir fuori, uscire, risultare, avvenire, avverarsi. Di qui eventus. Con molti motivi, evento è parola importante nel lessico che descrive la complessità. Edgar Morin esemplifica l’evento con l’immagine della sfinge, mostro dalla forma ambigua.
L’evento non può essere previsto. Qualsiasi lettura dell’evento è povera, perché le chiavi di lettura sono frutto di esperienza maturata di fronte ad eventi precedenti, dai quali questo è diverso. L’innovazione, in fondo, è l’accettazione di un evento. Ogni opera letteraria è la rielaborazione di materiali preesistenti, ma porta anche sempre in sé qualcosa di nuovo. Il suo venire alla luce è? un evento.

Altri due verbi formati con ex ci mantengono attorno al concetto di innovazione. E legano l’innovazione a un aspetto chiave del management delle Risorse Umane: la formazione.
Ex ducere, educere significa portare fuori, tirar fuori. Già in latino da educere deriva educare: allevare, crescere e quindi educare nel senso di affinare tramite insegnamento, accompagnare una persona verso la maturità.
Docere è in latino insegnare, ammaestrare, istruire, informare. Ex docere, edocere rafforza il senso: insegnare a fondo, dare esatta, precisa notizia. Diciamo infatti: ‘rendere edotto’.
Finalmente, giungiamo al verbo ex dare, edere. Dare fuori. Rispetto al ducere e al docere, il senso del dare è più generale. Mentre l’ex venire, l’evento parla di qualcosa di imponderabile, che dobbiamo limitarci ad accettare, l’ex dare implica una consapevole azione umana. Dare ha un’ampia gamma di significati: porgere, offrire, presentare, procurare. L’ex aggiunge il senso del portar fuori: dare alla luce, partorire, produrre. E quindi anche rendere noto, rendere pubblico, pubblicare. Editio
è il partorire, il dare alla luce una narrazione. Chi si occupa professionalmente di Risorse Umane, ha il computo di porre ogni persona che lavora in una organizzazione nelle condizioni di narrare la propria storia. Di essere sé stesso.

Torniamo quindi a dire: chi si occupa di Risorse Umane, non è chi innova in prima persona: è colui che prepara il terreno per l’innovazione.
Ma dobbiamo anche aggiungere: il nuovo non è mai rinuncia al passato. Al contrario, il nuovo si nutre del passato. L’innovazione si alimenta con le conoscenze e l’esperienza.
Possiamo dunque concludere: non c’è innovazione senza tradizione.