Le persone non sono al centro: perché è importante smascherare una troppo comoda narrazione moderna


Nel mio lavoro di formatore e consulente, e di Direttore della rivista Persone & Conoscenze, e di progettista e chairman dei convegni legati alla rivista, combatto qualche battaglia. Tengo molto a un articolo uscito sul numero 126 di Persone & Conoscenze (gennaio 2018). Lì argomento attorno all’abuso dell’elusiva espressione ‘persone al centro’. Di seguito una sintesi dell’articolo.

C’è una espressione che si ascolta spesso: ‘persone al centro’. Sono parole dette con buone intenzioni, ma spesso vuote di sostanza, fuorvianti e inutilmente consolatorie.
Perché le persone non sono mai state al centro dell’organizzazione – che è sempre fatta di persone e di macchine. E sempre meno lo sono sulla scena digitale, dove ogni ‘lavoro umano’ sembra sostituibile dal lavoro svolto da una macchina. Sappiamo bene che in questo nuovo scenario le persone dovranno convivere con macchine; sappiamo bene che posti di lavoro scompariranno. Sappiamo bene che, nei fatti, le persone saranno sempre meno al centro della scena. Ma guardare a questa novità che ci impaurisce, che ci spiazza e che ci lascia spaesati non è facile. Meglio dedicare i convegni all’Humanification, per riportare così, a parole, “l’uomo al centro dei processi aziendali”.
Facciamoci caso, più il cambiamento è dirompente più ci capita di coprirlo con il nostro solito raccontino: ancora e sempre “persone al centro”. Più “key technology innovations” con ogni evidenza tolgono centralità al lavoro umano, ancora una volta si sente il bisogno di affermare, a parole, “The primacy of people in the digital age”.

Sostengo che, di fronte a questo scenario, il miglior Direttore del Personale è una persona che non parla di ‘persone al centro’, ma cerca invece il proprio centro. Lavora su di sé, cerca il proprio miglioramento personale, e nel farlo acquista l’esperienza e l’autorevolezza necessarie per mostrare agli altri il cammino. Lavora su di sé: cerca il proprio centro. Guardiamo all’etimo: il latino centrum deriva dal greco kéntron: ‘aculeo’, ‘pungiglione’, ‘perno’, ‘punta del compasso’.
Preferisco dunque vedere il Direttore del Personale non come qualcuno che ‘mette al centro’ della propria attenzione gli altri, ma piuttosto come una persona che cerca un proprio una propria centratura, un proprio punto fisso, dal quale allargare l’arco del proprio compasso, per disegnare il proprio cerchio. Sperimentando su di sé, trova la solidità necessaria per guidare gli altri sul cammino della consapevolezza.
Ecco dunque come possiamo immaginare sia il Direttore del Personale oggi: un primus inter pares che sperimenta il terreno incognito, la nuova scena digitale, e così si pone le condizioni per guidare su questo terreno gli altri manager, e in genere i lavoratori.