L’azienda come Infosfera. Il lavoro in ogni luogo, il lavoro senza confini. 17 aprile, 7 maggio, 30 maggio. 25 giugno: Convegno conclusivo


Questi gli  argomenti del ciclo di incontri L’azienda come Infosfera che ho progettato per Este.

Siamo cresciuti dando per scontata l’idea di un’azienda fatta di muri, tavoli, fogli di carta e macchine. Via via tutto questo è scomparso alla nostra vista e ci troviamo ora a dover fare i conti con una azienda che ci appare ‘virtuale’, non più collocata nel mondo fisico. Un’azienda che alla fine può essere rappresentata con l’immagine di un nucleo di informazioni.
L’azienda era, nel nostro immaginario, solida, stabile, durevole nel tempo: appare invece oggi continuamente mutevole, leggera come, appunto, una galassia che si muove nell’aria.

L’azienda non ha più confini visibili: è una rete di connessioni, osservabili in modi diversi. La rete può essere vista come insieme che lega i manager e i lavoratori a chi finanzia l’azienda; può essere vista come insieme che lega manager e lavoratori ai clienti, o ai fornitori, o all’ambiente sociale e geopolitico nel quale l’azienda opera.
Ogni lavoratore ed ogni manager è produttore e consumatore di dati. Il potere e l’autorità e l’ambito di autonomia consistono nel disporre dei dati e nel saperli usare.

Possiamo osservare come cambia il modo di lavorare. Il lavoro non è sempre meno vincolato a luoghi e orari. I rapporti di lavoro sono sempre più flessibili. Possiamo osservare come il luogo di lavoro tende a scomparire. Si lavora, in effetti, in un non-luogo. Quando facciamo una telefonata di lavoro possiamo essere in un qualsiasi luogo. Lavoriamo essendo contemporaneamente ‘qui’ e ‘lì’.
Possiamo osservare come la stessa fabbrica è senza confini: è in diretta, sempre più stretta, diretta relazione con fornitori, altre fabbriche, sistemi logistici; è anche sempre più strettamente connessa con i clienti finali. L’idea stessa della produzione è sostituita da una più complessiva idea: Non si vende un oggetto materiale, si offre la soddisfazione di un bisogno; non si offre più un prodotto, ma un servizio.

Non serve interrogarci sul passato, rimpiangendo il ‘come eravamo’. Serve invece scoprire le caratteristiche della nostra nuova casa, in modo da sentirci in essa a proprio agio, sicuri e tranquilli. Dobbiamo imparare a trarre profitto dalle nuove opportunità che ci si presentano, e a cautelarci da nuovi rischi.

Due esempi indicano la strada.
Lo Smart Working amplia i personali spazi di libertà del lavoratore ma lo priva di uno spazio sociale, condiviso, un luogo fisico nel quale ‘lavorare insieme’. Ma ecco nascere, come risposta, nuovi luoghi condivisi per ‘lavorare insieme: i Co-Working.
Sempre più si lavora considerando materia prima e prodotto del lavoro i dati. Dovremo scoprire e definire la sfera privata inviolabile di ogni abitatore dell’Infosfera: la privacy è un diritto che merita tutela. Dovremo imparare a definire in modo sempre più preciso il valore dei dati. Dovremo affinare la capacità di leggere ed interpretare i dati.