MIT Sloan Management Review Italia Conference: La scintilla della coscienza nell’Era Digitale. 21 giugno 2023, ore 9-17, Palazzo delle Stelline, Milano. Mio intervento: Il mondo visto dal buco della serratura


Uno dei motivi per cui ho scelto, per la prima Conference della MIT Sloan Management Review Italia, di cui sono progettista e Chairman, il titolo La scintilla della coscienza nell’Era Digitale è questo: Agency è l’ambigua parola che i filosofi digitali sostituiscono a libertà. Infatti nessuno osa tradurre agency con libertà, o neanche con potere, capacità. Si preferisce lasciare la parola in inglese, o avventurarsi nel neologismo agentività. L’espressione vuole affermare l’esistenza di un terreno sul quale appaiono -simili, fungibili, sostituibili l’un l’altro- l’umano e la macchina.
Accade cosí che le metriche buone per le macchine siano imposte a noi umani. La millenaria storia dell’umana ricerca dell’essere, del sé, dello spazio di autonomia, della responsabilità personale, è così comodamente elusa, o anzi rimossa.
Voglio invece sostenere che la coscienza è una caratteristica distintiva dell’essere umano.

Per partecipare, ci si iscrive qui. Nello stesso luogo si trova anche il programma della giornata.

Trascrivo qui di seguito l’abstract del mio intervento, che porta il titolo Il mondo visto dal buco della serratura. Considero del tutto coerenti con il mio, e di grandissimo valore, gli interventi di Federico Faggin e di Federico Cabitza, che precedono e seguono il mio. Quindi invito gli amici che danno valore al mio punto di vista, e non hanno tempo per dedicare tutta la giornata all’incontro, a partecipare alla sessione pomeridiana.

Il mondo visto dal buco della serratura
Se avessimo seguito la via di Spinoza, anziché quella di Cartesio e Leibniz, avremmo altre macchine. Se Turing avesse accettato di riflettere criticamente sul proprio pensiero, come lo invitava a fare il suo maestro Wittgenstein, avremmo altre macchine.
Dobbiamo apprezzare le macchine che abbiamo – ma dobbiamo anche ricordare che sono solo un esempio delle macchine che potremmo aver costruito, ieri o oggi, o che potremmo costruire in futuro.
Sono innumerevoli gli esempi che mostrano come la cultura digitale nella quale viviamo immersi sia il frutto di un pensiero tecnico-scientifico rispettabilissimo, ma escludente. Ci sono innumerevoli cose in cielo e in terra che con questi occhiali non possiamo vedere.
La complessità del pensiero umano è evidente, se solo guardiamo ai diversi verbi latini che ne parlano. Ma la Computer Science prende per buono un unico modo del pensare umano, e -cosa più grave- impone questo unico modo agli umani, come nuovo modello del pensare.
Purtroppo, la letteratura alla quale fa riferimento chi oggi immagina e costruisce macchine, risale, se va bene, agli Anni Trenta del secolo scorso, quando Turing scrisse il suo primo articolo. Anzi, sembra quasi che siano citabili negli articoli solo altri articoli, usciti, se andiamo lontani, cinque o dieci anni fa. Abbiamo perso il senso della storia. Viviamo intrappolati nell’ultimo miglio.
Non credo di essere il solo a far fatica a tornare ad allargare lo sguardo, dopo aver abbassato gli occhi, come è giusto fare, sugli articoli che descrivono la Self-Attention dei Transformer -il cuore della tecnologia GPT- o che parlano con malcelato entusiasmo di come forse si intravedano nelle macchine del tipo GPT “Sparks of Artificial General Intelligence”.
Meglio evocare una diversa, umanissima scintilla, la scintilla conscientiae. A mitigare l’orgia di parole nuove, una perla di saggezza.
San Girolamo, 400 anni dopo Cristo, facendo appello a quella filosofia perenne che ha sempre accompagnato l’essere umano, ci dice che oltre la ragione, oltre il coraggio, oltre la passione, oltre qualsiasi skill, competenza o libertà o aspettativa di ruolo, c’è qualcosa che contraddistingue e guida ogni essere umano: la scintilla della coscienza.

A evento svolto, il 22 giugno trascrivo di seguito, anche come ausilio alla mia stessa memoria – in modo di poter ricordare questi passi e questo filo discorsivo, la traccia che ho seguito nel mio intervento. Non importa se chi mi legge coglie solo in parte il senso: ciò che mi piacerebbe di più è stimolare anche attraverso qualche oscurità il loro personale pensiero. Per quanto mi riguarda, mi pare una bella cosa che quanto ho cercato di dire resti affidato alla pura, volatile oralità. Non uso slide e nel parlare finisco per non guardare la traccia appuntata su un pezzo di carta.
1.
Cosa vuol dire intelligenza: Scegliere tra le frasche raccolte 
Saltare di palo in frasc
Ugo da San Vittore: Coartata scientia iocunda non est
Lezama: Sólo lo difícil es estimulante
Difficile guardare vicino, letteratura digitale, e tornare a guardare lontano
Se avessimo seguito la via di Spinoza e non di Cartesio
Se Turing avesse seguito Wittgenstein…

2.
Filosofare
Vari tipi di filosofi
Wittgenstein: non mi ci raccapezzo
Heidegger: si impara; ad usare il martello nel martellare; gettati a vivere in una terra sconosciuta; vivere è sentire su di sé il peso di una ansiosa preoccupazione; Il progettare è sempre connesso al progettare sé stessi, alla personale ricerca di consapevolezza, alla personale   saggezza.
Invece filosofia come:
Riduzione: ultimo miglio: non c’è attenzione alla storia, alla filosofia perenne, primato della scienza come alibi per non pensare
Terzietà: il filosofo rinuncia al proprio sguardo umano per descrivere un terreno sul quale due agenti, macchine e uomini, pari sono. 

3.
Terza Legge: preferire la macchina a sé stessi
Cercare sé stessi nella macchina
Turing
Un filosofo dice: non può essere così perché quando ero all’università non mi hanno insegnato questo
Prompt: nonostante l’enfasi di questi giorni, è solo un’interfaccia. L’interfaccia dovrebbe essere minima lasciando le chiavi della ricerca in mano alla persona. Invece viene imposta la massima interfaccia vincolante. Mia esperienza con documentisti che imparano ad usare operatori booleani: ad ogni query rispondono con un algoritmo creato ad hoc.
Peirce, abudizione: la cultura STEM lo ignora

4.
Sparks of General Intelligence nella Chat GPT: articoli nel parlano 
Ma allora meglio parlare di Scintilla della coscienza
San Girolamo: ragione, passione, coraggio…  tutto può essere imitato e forse sostituito, ma l’essere umano sa andare oltre, la scintilla della coscienza guida nello scoprirsi capace…

5.
Tre atteggiamenti di cautela:
-Non rinviare
Si può dire: fidati dalle macchine siamo spinti a migliorare. Ma arriva il momento politico in cui l’essere umano agisce politicamente. Si può anche dire: il nemico che invade il mio territorio mi impone una risposta, quindi mi migliora. Ma c’è il momento in cui si deve iniziare a combattere il nemico. Troppo comodo rinviare.
-Non dire se ne occuperà qualcun altro
-Non nascondere il male dietro al bene